STORIA DI UN FALLIMENTO

Quella che vogliamo raccontarvi oggi è la storia di un piccolo fallimento, uno di quelli di cui si preferisce non parlare, ma che purtroppo capita….a volte anche troppo spesso.

Di cosa sto parlando?

DELLA SCIAMATURA!!

Come molti sanno in primavera, ma non solo, gli sciami diventati troppo popolosi, decidono di dividersi. Così,dopo aver fatto una buona scorta di miele ed aver allevato nuove regine, le api più anziane dette bottinatrici, insieme  alla regina “vecchia” (speriamo non mi sentano perchè sono un pò permalose sull’età…sono femmine dopotutto), abbandonano il nido per crearsene uno nuovo.

Non ci sarebbe niente di male perchè in fondo è la loro natura!! Anzi dal punto di vista sanitario la sciamatura probabilmente è un bel toccasana….

Allora vi starete chiedendo….dov’è il problema?

Il problema è che con la sciamatura la forza lavoro se ne va con la regina vecchia per aiutarla a ricostruirsi il nido, mentre le api giovani,non ancora bottinatrici, rimangono nel nido pronte a ripartire…con calma…..

Per farla breve….se ne vanno le api che fanno miele!! Questo poi succede in un momento in cui tutto il mondo apistico è in agitazione per la fioritura della famosa ACACIA, unico miele che in Italia si è sicuri di vendere al 100%.

Per questo gli apicoltori seguono corsi in cui insegnano come gestire l’ evento, leggono manuali, consultano articoli, confrontano metodi, sperimentano….e così si ritrovano a fare calcoli assurdi, al limite fra scienza e alchimia, sul giorno in cui fiorirà l’ acacia, contano telai, tolgono telai, aggiungono telai,tolgo le celle per non far nascere nuove regine, “pareggiano” (termine tecnico per dire che si tengono tutte le famiglie con lo stesso numero di telai), mettono regine, tolgono regine, tolgono telai di miele,fanno la giravolta poi la fanno un altra volta,invocano dei ancestrali e quando pensano di aver scongiurato il peggio, una mattina vanno in apiario e si ritrovano questoIMG_20150510_110836

Di solito la reazione è questa:

1) ci si blocca;

2) si cerca di mettere a fuoco sperando che sia un nido di uccello molto grosso;

3) si realizza che non è un nido;

4) sospiro…: “Cateto per cateto fratto 2!!!Ma come 15 è possibile? Ma figlie d’ ipotenusa vi ho guardato 2 giorni fa, dove 15 avete nascosto le celle reali? (Prendendo spunto da un noto comico che amiamo, il turpiloquio matematico serve per non trascrivere la sfilza di parolacce che di solito accompagnano i primi minuti di questo evento);

5) si recupera lo sciame;

6) si torna in apiario, si individua lo sciame di partenza e nel nostro caso si mette una scritta

IMG-20150506-WA0000TRADUZIONE: 23/04 vuole sciamare

30/04 sciamata

La natura la rallenti, ma difficilmente la fermi…

Noi pensiamo che ci sia un problema di comunicazione con le api alla base dei nostri fallimenti….secondo noi abbiamo studiato su libri diversi!!!!

Insomma tra tutti i consigli che ci sono stati dati, gli insegnamenti e le formule magiche l’ unico sempre attuale e sempre valido è: “Se volete fare gli apicoltori….imparate ad arrampicarvi!!”

In questo articolo ci scusiamo con gli apicoltori….sappiamo che c’è gente che non teme la sciamatura….la sa gestire al 100%.

 

2 Comments

  1. Daniela 28 maggio 2015 at 18:45 #

    Non so chi scriva questi diari di bordo ma vorrei fargli/farle i miei complimenti per la freschezza della narrazione, per l’autoironia e soprattutto per riuscire a strapparmi un sorriso dopo una giornata di lavoro… a presto!

  2. Teto 29 maggio 2015 at 18:35 #

    Sulla sciamatura non sapevo nulla e, grazie a questo piccolo post, ho capito finalmente!
    Il miele è veramente ottimo!
    Certo che le api più anziane si comportano proprio da figlie di bottinatrici se decidono di abbandonare quelle più giovani!
    Almeno prima insegnagli il mestiere NO??????

Lascia un commento